
In occasione della mostra collettiva “Simbolica”, curata da @urban_streetartsicily e @mansourcing, ho presentato un’opera che scava nel cuore dell’identità siciliana per restituirne una visione nuova, potente e necessaria: Cento Preghiere.
Più che un’installazione, Cento Preghiere è un’esperienza multimaterica e site-specific che rielabora uno dei simboli più iconici e “pop” della nostra cultura: la Minnuzza di Sant’Agata. Ma qui, la devozione lascia il passo alla riflessione concettuale, trasformando l’iconografia sacra in un manifesto di autodeterminazione.
La Costellazione della Fermezza
L’opera si compone di tre elementi in ceramica su una superficie specchiante. La loro disposizione non è casuale: ricalcano una costellazione, quella bussola celeste che da millenni guida il cammino dell’umanità. In questo contesto, la costellazione diventa simbolo della fermezza e dell’ascesa di una giovane eroina, Agata, la cui forza non appartiene solo alla storia, ma vibra nel presente.
Una Trama di Carminio tra Litania e Digitale
Sullo specchio, il visitatore non trova solo il proprio riflesso, ma una trama fitta di parole scritte in rosso carminio. Il colore richiama il sangue del sacrificio, ma anche la passione bruciante della vita.
Queste righe ordinate creano un ponte temporale: ricordano le antiche litanie recitate sottovoce, ma visivamente evocano anche i flussi di dati della nostra era digitale. In questo flusso continuo, ogni parola smette di essere un semplice concetto per farsi preghiera.
Lo Specchio come Dialogo
L’uso dello specchio è l’elemento relazionale chiave. Cento Preghiere non è un’opera da guardare passivamente: è un’opera che “guarda” lo spettatore. Nel momento in cui il volto di chi osserva appare nello specchio, si fonde con il testo carminio.
Ogni termine scritto diventa un’invocazione, un desiderio o una richiesta di grazia in cui ognuno può identificarsi. È un coro silenzioso dove la speranza del singolo incontra l’eroismo di Agata.
Il “No” che cambia la Storia
Al centro di tutto c’è lei: Agata. La giovane che, con un rifiuto netto e coraggioso, ha cambiato il corso della propria storia. Il suo “No” diventa il fulcro attorno a cui ruotano le speranze moderne di chi cerca giustizia, protezione o il coraggio di affermare se stesso.
Cento Preghiere non è dunque solo un omaggio alla Santa, ma un’opera aperta. Un grido di libertà che accoglie e amplifica la voce di chiunque abbia il coraggio di specchiarsi nel martirio e nella forza, riconoscendo in Agata non un fatto storico lontano, ma una forza viva e presente.

L’installazione di Magda Masano per la mostra Simbolica. Un viaggio tra ceramica, specchio e resistenza ispirato a Sant’Agata.
Vieni a scoprire “Simbolica” e a immergerti nel riflesso di Cento Preghiere, a Piazza Scammacca, Catania, fino al 4 marzo 2026.



